05. Apr 2022

Barbara Seitler, M.Sc.

Akkermansia muciniphila: un batterio sottovalutato

L’Akkermansia muciniphila è un batterio molto presente nel nostro intestino, ma, nonostante ciò, è stato scoperto solo all’inizio degli anni 2000 ed è stato classificato come batterio Gram negativo. Dal momento della sua scoperta sempre più studi hanno dimostrato la sua importanza per il nostro organismo. Esso, infatti, non solo ha un ruolo fondamentale per il mantenimento della barriera intestinale, ma sembra avere un ruolo chiave anche nello sviluppo di diverse malattie come la sindrome metabolica, il diabete o l’obesità.

Che cos’è l’Akkermansia muciniphila?

Akkermansia muciniphila - un batterio sottovalutato

L’Akkermansia muciniphila è un batterio Gram negativo che rappresenta circa il 3-5% di tutti i batteri presenti nell’intestino, ovvero è tra quelli maggiormente presenti nel nostro organismo. Ciò accade perché dopo la nascita del bambino, il batterio inizia subito a colonizzare l’intestino ed entro il primo anno di vita, la sua densità di colonizzazione raggiunge livelli simili a quelli presenti in un individuo adulto. Tale processo avviene così precocemente, in quanto l’Akkermansia muciniphila si trova già nel latte materno.

Questo batterio è strettamente anaerobico e pertanto non tollera l’ossigeno. Inoltre, come si evince dal nome, si nutre del muco presente sulla barriera dell’intestino crasso, stimola la sua rigenerazione e migliora la sua funzionalità, fornendo un contributo fondamentale per il mantenimento della mucosa intestinale.

Un altro compito dell’Akkermansia muciniphila è quello di fornire nutrimento ad altri batteri, come ad esempio accade per il Facalibacterium prausnitzii. Quest’ultimo metabolizza i nutrienti messi a disposizione dall‘Akkermansia muciniphila e li trasforma in acido butirrico (butterato), principale fonte di energia per le cellule epiteliali.

Dalla sua scoperta, ovvero all’inizio degli anni 2000, l’Akkermansia muciniphila come altri batteri simili a lui e l’intero microbioma intestinale sono stati oggetto di diverse ricerche. Infatti, molti studi dimostrano quanto il microbioma intestinale sia importante per il benessere dell’uomo ed inoltre, spiegano quale ruolo abbia il batterio in relazione a diverse malattie come, ad esempio, la sindrome metabolica e la disbiosi del microbioma intestinale.

Malattie e Akkermansia muciniphila: il ruolo del batterio

Generalmente la densità di colonizzazione dell’Akkermansia muciniphila varia da persona a persona e in base all’età, ma anche la provenienza geografica può essere un fattore determinante. Ad esempio, la popolazione della Cina meridionale presenta una minore densità di colonizzazione di Akkermansia muciniphila rispetto alla popolazione europea. In secondo luogo, alcuni studi dimostrano la possibile correlazione tra la quantità di Akkermansia muciniphila presente nell’intestino e diverse malattie. Ad esempio, nei pazienti colpiti da malattie croniche intestinali come la colite ulcerosa, il morbo di Crohn, l’obesità e le alterazioni metaboliche (tra le quali il diabete di tipo 2) è stata riscontrata una minore presenza del batterio rispetto alle persone in salute. Probabilmente, una minore presenza dell’Akkermansia muciniphila può portare ad una maggiore permeabilità della barriera intestinale (leaky gut) e se la barriera è danneggiata, diversi elementi che potrebbero scatenare un’infiammazione riescono a penetrarla e a circolare nell’organismo.

 

Cibo preferito dei batteri “buoni”, presenti nell’intestino.Come posso assumere più Akkermansia muciniphila?

Attraverso un’alimentazione corretta è possibile assimilare una maggiore quantità di Akkermansia muciniphila. Mangiare frutta e verdura sembra che possa influenzare positivamente la proliferazione dei batteri, mentre un’alimentazione ricca di grassi e non equilibrata può portare ad una loro riduzione.

Il batterio Akkermansia muciniphila essendo anaerobico, muore non appena viene a contatto con l’ossigeno. Per questo motivo e dal momento che non esistono ancora preparati autorizzati, contenenti Akkermansia muciniphila, è difficile assumerlo come probiotico (ovvero quando il batterio è ancora vivo). È possibile però stimolare la sua crescita assumendo i giusti alimenti. Nello specifico ci riferiamo alle fibre che giungono intatte nell’intestino e possono aiutare in caso di una presenza limitata di Akkermansia muciniphila. Tra i cibi preferiti del batterio sono da menzionare: i semi di psillio, i fagioli bianchi, i ceci, i broccoli, le lenticchie e i carciofi. Ma anche alimenti ricchi di polifenoli (i polifenoli sono sostanze vegetali secondarie) come i mirtilli, i mirtilli rossi, le bacche di aronia e le noci che favoriscono la proliferazione dell’Akkermansia muciniphila. Importanti da annoverare sono anche gli oli di pesce, provenienti da integratori o da alcuni tipi di pesce come il salmone, lo sgombro, l’aringa o l’halibut che possono stimolare la crescita del batterio.

Infine, riportiamo un dato relativo alla popolazione europea, la quale assume mediamente poche fibre (meno di 30g al giorno). In questo caso è possibile integrarle assumendo speciali combinazioni di prebiotici che contengono il “cibo” preferito dei batteri “buoni”, presenti nell’intestino. I prebiotici, infatti, arrivando intatti nell’intestino, possono favorire la crescita dei batteri, i quali, a loro volta, nutrendosi del loro “cibo” preferito, sono sempre più attivi e contribuiscono a rafforzare la barriera intestinale.

 
Resta sempre informato!
Consulta il nostro
blog OMNi-BiOTiC®

Leggi articoli interessanti sull’intestino e ricevi consigli utili per favorirne il benessere!

Disturbi e consigli
Sindrome dell’intestino irritabile e il suo impatto sulla qualità della vita
Mamma e bambino
“Coliche dei primi tre mesi”
Salute al femminile
Vaginosi batterica o micosi vaginale?
Mamma e bambino
Dermatite atopica nei bambini
Consigli di viaggio, Disturbi e consigli
Vacanze in totale spensieratezza
Salute al femminile, Scoperte scientifiche
Microbiota e menopausa
Disturbi e consigli, Salute al femminile
Secchezza vaginale
Disturbi e consigli, Salute al femminile
Come affrontare al meglio il periodo estivo