13. Giu 2022

Coliche dei primi tre mesi

Durante la gravidanza capita spesso di soffrire di stitichezza o meteorismo. Inoltre, il 30 % dei neonati è colpito, durante i primi tre mesi di vita, da dolorose coliche che mettono a dura prova non solo il bambino ma anche i genitori. Uno studio recente ha analizzato la possibile efficacia di uno speciale simbiotico multispecie nel contrastare questo disturbo. Come si manifestano le coliche dei primi tre mesi? E soprattutto come facciamo a distinguere questi attacchi dai normali capricci? Infine, cosa possiamo fare per aiutare il neonato?

 Si parla di coliche dei primi 3 mesi quando il bambino soffre di meteorismo nelle prime 14 settimane di vita e a causa di ciò si verificano intensi attacchi di pianto. Quando questo accade, i genitori devono tenere in braccio il bambino per ore e ore e non sanno più cosa fare per tranquillizzarlo. I piccoli, infatti, presi dai forti dolori, non si calmano, vogliono solo la mamma, il papà e tutta la loro pazienza.

Speciali ceppi batterici possono essere assunti durante la gravidanza e dai neonati per prevenire non solo le coliche ma anche l’insorgere delle allergie nei neonati. Diversi studi clinici hanno confermato una maggiore protezione dalle malattie allergiche, quando i batteri intestinali vengono assunti prima e dopo la nascita del bambino (Panduru, 2015). È stato condotto uno studio su uno speciale simbiotico multispecie, in cui i bambini con una predisposizione a sviluppare le allergie, hanno assunto il probiotico. Durante questo studio è stato dimostrato che l’assunzione del probiotico può contribuire a diminuire la comparsa della dermatite atopica (Niers, 2009). Il probiotico riporta l’equilibrio tra due cellule importantissime per il sistema immunitario (cellule TH1 E TH2). Infatti, la dermatite atopica e le allergie sono caratterizzate proprio dallo squilibrio tra questi due componenti importanti del sistema immunitario.

Problemi di digestione in gravidanza e coliche dei primi tre mesi

È stato condotto uno studio clinico nell’ospedale di Feldbach, a Fürstenfeld sotto la supervisione del Prim. Univ.-Doz. Dr. Hannes Hofmann. A questo studio hanno partecipato 148 donne incinte e i loro neonati. Le mamme hanno assunto il simbiotico (con batteri umani Lactococcus lactis W58, Bifidobacterium lactis W52 und Bifidobacterium bifidum W23) negli ultimi due mesi di gravidanza e i loro neonati nei primi 4 mesi di vita. Durante questo studio è stato analizzato l’effetto dell’assunzione del simbiotico sui disturbi che verranno di seguito menzionati:

  1. Costipazione e meteorismo durante gli ultimi due mesi di gravidanza
  2. Coliche dei primi tre mesi nei neonati durante i primi 4 mesi di vitaGrafico studio Hoffmann

Le famiglie dei partecipanti allo studio presentano dei quadri clinici molto diversificati: il 61,9 % dei neonati presenta una predisposizione genetica allo sviluppo di una malattia allergica, il 57,7 % una predisposizione allo sviluppo di problemi di digestione e molto frequente è la predisposizione genetica alle coliche dei primi 3 mesi (36,7 %) e alla diarrea ricorrente (13,5 %). Inoltre, riportiamo i dati relativi alla predisposizione genetica alla stitichezza cronica (10,4 %) come anche alla sindrome dell’intestino irritabile (8 %). Pertanto, la possibilità di soffrire di coliche dei primi 3 mesi è di circa il 30 % (Ståhlberg, 1984) e come abbiamo visto in base ai dati sopra menzionati, anche la predisposizione genetica gioca in questo caso un ruolo importante. Infine, anche il tipo di parto (cesareo o naturale) può influire sulla possibilità di soffrire dei disturbi sopra menzionati (Dominguez-Bello et al., 2010). I bambini nati con il parto naturale acquisiscono i batteri dalla madre durante il passaggio nel canale vaginale, mentre se il bambino nasce con taglio cesareo, la madre non trasferisce al neonato i suoi batteri intestinali. Il neonato viene quindi direttamente a contatto con i germi presenti in ospedale, i quali si possono insediare facilmente nell’organismo del piccolo, in quanto il suo intestino non è stato ancora colonizzato dai batteri buoni.

Costipazione e meteorismo sono disturbi tipici durante la gravidanza

Il meteorismo emerge alla fine della gravidanza nel 40% delle future mamme (Rath, 2010). Anche questo tipo di disturbi possono essere ridotti grazie all’assunzione del simbiotico. Poco prima del parto ne hanno sofferto solo il 5,3 % delle donne incinte che hanno assunto il probiotico. Per quanto riguarda la stitichezza il 40 % delle donne soffre di questo disturbo alla fine della gravidanza (Marshall et al., 2010). Si parla di stitichezza quando si evacua meno di 3 volte alla settimana (Hasenöhrl, 2014). Delle donne incinte che hanno partecipato allo studio e che hanno assunto il simbiotico, solo il 2,4 % ha sofferto di stitichezza; pertanto, parliamo di una diminuzione del 94 %.

Per quanto riguarda le coliche dei primi tre mesi nei neonati, si riconoscono attraverso il meteorismo, la diarrea e soprattutto attraverso i ripetuti pianti e le urla. Si parla di pianto eccessivo in base alla famosa “regola del tre”, ovvero quando un bambino piange almeno 3 ore al giorno, per 3 o più giorni in una settimana, per più di 3 settimane consecutive. Durante lo studio è emerso che dopo l’assunzione del probiotico con 3 ceppi batterici, la durata del pianto dei neonati è diminuita chiaramente rispetto ai bambini che non hanno assunto il probiotico. Infatti, solo il 4,9 % dei bambini ha avuto attacchi eccessivi di pianto (coliche dei primi tre mesi) e generalmente circa un terzo dei bambini ne è colpito (30 %). Anche i bambini con una predisposizione genetica alle coliche sono stati meno colpiti dalle crisi di pianto e dalle coliche.

Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che l’assunzione di probiotici e simbiotici ha un effetto positivo non solo sul fisico ma anche sulla mente del bambino. Uno studio recentissimo mostra chiaramente come uno speciale simbiotico multispecie possa aiutare le donne in gravidanza ad alleviare il meteorismo e la stitichezza, così come le coliche dei 3 mesi e i problemi di digestione nei bambini (diarrea e aria nell’intestino). Un buono inizio per la mamma e il suo bambino.

Come riconoscere le coliche dei tre mesi

Le coliche dei tre mesi sono davvero dolorose per i bambini e si possono distinguere dai soliti pianti, in quanto i bambini sono inconsolabili. I piccoli non si calmano e allattarli o fargli fare un bagno caldo, li tranquillizza solo per poco. Quando il bambino soffre di coliche dei primi tre mesi il suo viso diventa paonazzo oppure estremamente pallido ed eventualmente si possono anche scorgere delle goccioline di sudore tra gli occhi e la fronte. Inoltre, la pancia del piccolo è gonfia e dura. In medicina questo stato viene indicato come “addome teso”. Anche i movimenti a scatti che si alternano a fasi di riposo e si verificano durante la giornata sono considerati “classici” segnali delle coliche.

Le coliche dei primi tre mesi sono davvero dolorosissime per i bambini e per questo si distinguono subito dai solitici pianti”

Cosa aiuta contro le coliche dei primi tre mesi?

Cosa può aiutare durante le coliche dei primi tre mesi?

Durante le coliche dei primi tre mesi sembra che niente e nessuno possa calmare il bambino. Parole dolci, coccole e tenerlo in braccio aiutano solo per breve tempo. Provate a tenere il bambino in braccio in modo che la muscolatura dell’addome si rilassi, ad esempio a pancia in giù sulle spalle, con la schiena inarcata e la testa e le gambe a penzoloni. Anche la “presa di pancia” è un metodo collaudato: appoggiate il bambino a pancia in giù sull’avanbraccio, sorreggendo la testa con la mano e tenendo stretto il corpo. In alternativa allattare il bambino regolarmente ogni tre ore può prevenire il problema, in quanto il latte materno necessita di circa questo lasso di tempo per essere digerito. Ogni goccia di latte fresco che non è stata ancora fermentata può scatenare questi disturbi. Anche l’atmosfera durante l’allattamento è molto importante. Fate in modo di allattare il bambino in un ambiente rilassato, in quanto lo stress lo porta a respirare in modo irregolare mentre beve il latte e questo può portare il bambino ad ingerire dell’aria. Anche il tè al finocchio aiuta contro le coliche.

Se vedete che il piccolo ha dolori, provate a tranquillizzarlo. A molti bambini basta anche un leggero massaggio sulla pancia. Le mani calde della mamma o la borsa dell’acqua calda possono calmare il bambino. Inoltre, se la mamma evita di mangiare alimenti che le possono causare problemi di digestione, potrà contribuire a diminuire il meteorismo nel bambino. Infatti, se la mamma allatta e lei stessa soffre di meteorismo e ad esempio consuma prodotti caseari o contenenti lievito, è molto probabile che anche il neonato soffra dello stesso disturbo. Alimentiamoci secondo il motto: se sto bene io, sta bene anche il mio bambino! Infine, assumere uno speciale probiotico può prevenire la comparsa delle coliche dei primi tre mesi, come da poco confermato in uno studio.

Come arriva l’aria nella pancia del bambino?

Durante la digestione i batteri che vivono nell’intestino producono gas. Tra questi il metano, l’anidride carbonica, l’idrogeno, l’azoto e l’ossigeno. In piccole quantità questi gas non sono assolutamente pericolosi per l’uomo. Nel caso peggiore vengono espulsi e l’equilibrio del tratto gastro-intestinale viene così ripristinato. Nei bambini questo procedimento è più complesso. L’intestino del neonato non è ancora del tutto sviluppato e si deve adattare ad ogni cambiamento. La digestione avviene inizialmente attraverso il cordone ombelicale, poi entra in gioco il latte materno, successivamente arrivano le pappe e infine il cibo solido. Questi passaggi possono sopraffare i batteri intestinali nell’intestino e causare la produzione di più gas rispetto al normale. La formazione di gas dà origine a sintomi tipici come brontolio, pizzicore e rumori vari. Nei primi tre o cinque mesi di vita, il meteorismo dovuto al fatto che l’apparato gastro-intestinale non è del tutto sviluppato, è un disturbo frequente.

Il microbioma del tuo piccolo

Naturalmente, se l’intestino del bambino è colonizzato da speciali batteri può svolgere il suo ruolo nella fase di digestione e nell’assorbimento dei nutrienti. Studi clinici dimostrano infatti che speciali batteri probiotici sostengono in modo corretto l’equilibrio dell’intestino del bambino: circa un bambino su tre soffre delle cosiddette coliche dei primi 3 mesi, che non solo sono dolorose ed estenuanti per il neonato, ma mettono anche a dura prova la pazienza dei genitori. Uno studio ha dimostrato che l’assunzione di speciali batteri probiotici può migliorare significativamente le coliche dei lattanti in oltre l’82 % dei bambini. Durante la gravidanza anche i processi digestivi della futura mamma subiscono alterazioni. Queste sono dovute ai cambiamenti ormonali e al fatto che il bambino cresce ogni mese. Spesso compaiono sintomi come bruciore di stomaco, stitichezza, meteorismo o gastrite che rovinano le gioie della gravidanza. Per fortuna la natura ci mette spesso a disposizione alcuni rimedi, come ad esempio la papaia o un preparato di avena e papaia che regola delicatamente la digestione della mamma.


 

La papaia aiuta in caso di problemi di digestione

Un dolce aiuto dalla natura

La papaia, un frutto fantastico

Il frutto tropicale per eccellenza è ricco di vitamine, minerali e oligoelementi. Inoltre, contiene l’enzima papaina che agisce come la pepsina. La pepsina è un enzima che svolge un importante ruolo nei processi digestivi. Infine, la papaia, grazie alla sua bassa acidità, viene tollerata molto bene dall’organismo.


Christina Weissbacher - Influencerin & frisch gebackene Mama“Il probiotico multispecie OMNi-BiOTiC® è stato il mio must durante la gravidanza e dopo la nascita di mia figlia è diventato il suo fedele alleato quotidiano” Christina Weissbacher, Influencer & neomamma

 
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