Parto pretermine – neonati prematuri
Ogni anno in tutto il mondo circa l’11% dei bambini nasce pretermine. Si definiscono prematuri i bambini nati prima della fine della 37ª settimana di gestazione. La percentuale di sopravvivenza di un neonato prematuro dipende da diversi fattori tra cui, prima fra tutti, l’età gestazionale: più precoce è la nascita, meno sviluppati risultano organi e funzioni vitali, e maggiore è il rischio di complicazioni gravi. Anche il peso alla nascita e la qualità delle cure ricevute subito dopo il parto influenzano molto le possibilità di sopravvivenza.
In genere, nei bambini prematuri, organi come i polmoni, il cuore, il cervello, i reni, l’intestino e il sistema immunitario non sono ancora completamente pronti a sostenere la vita al di fuori dell’utero materno. Grazie ai progressi della medicina moderna però, oggi anche i neonati molto pretermine hanno buone possibilità di sopravvivere. Le probabilità di farcela aumentano man mano che l’età gestazionale cresce:
- estremamente pretermine (nati fino alla 28ª settimana di gestazione) – probabilità di sopravvivenza circa 67%
- molto pretermine (nati tra la 28ª e la 31ª settimana) – probabilità di sopravvivenza circa 95%
- moderatamente pretermine (nati tra la 32ª e la 37ª settimana) – probabilità di sopravvivenza circa 98%
Nonostante ciò, i bambini nati prematuri rimangono esposti a un rischio significativo di sviluppare problemi di salute, anche a distanza di tempo. Ricerche scientifiche hanno evidenziato che la composizione del microbiota intestinale svolge un ruolo fondamentale nella maturazione e nello sviluppo dei bambini nati pretermine.
Il microbiota dei neonati prematuri
È indiscutibile che la flora intestinale (microbiota) giochi un ruolo centrale nella nostra salute. Già durante il parto (parto vaginale), l’intestino dei neonati viene colonizzato da diversi ceppi batterici, essenziali per lo sviluppo di una flora intestinale sana.
Negli ultimi anni, numerosi studi scientifici si sono concentrati sul microbiota dei neonati prematuri. Oltre al tratto gastrointestinale ancora in parte poco sviluppato, le ricerche hanno dimostrato che molti prematuri presentano anche una flora intestinale alterata (disbiosi).
Da un lato, si osservano ritardi nella colonizzazione da parte dei batteri benefici; dall’altro, i neonati prematuri mostrano una maggiore presenza di batteri potenzialmente patogeni. La colonizzazione da parte di questi ceppi “nocivi” può inibire la crescita dei batteri benefici, come lattobacilli e bifidobatteri, compromettendo così lo sviluppo di una flora intestinale equilibrata.
Inoltre, il tratto gastrointestinale dei neonati prematuri presenta una mucosa intestinale molto sottile e monostrato e di conseguenza maggiore permeabilità, che può permettere ai patogeni di penetrare facilmente nel circolo sanguigno.
Anche il sistema immunitario dei neonati prematuri è spesso poco sviluppato. Ciò significa che la loro risposta immunitaria è limitata. I prematuri presentano un numero significativamente ridotto di cellule immunitarie, fondamentali per la difesa contro patogeni, virus e batteri.
Le disbiosi intestinali e le compromissioni del sistema immunitario contribuiscono allo sviluppo della enterocolite necrotizzante (NEC). La NEC è una patologia infiammatoria intestinale potenzialmente letale che colpisce circa il 90% dei neonati prematuri. Nel corso della malattia, le cellule della mucosa intestinale possono andare incontro a necrosi e, in alcuni casi, si può verificare una perforazione intestinale, con conseguente peritonite.
Dal punto di vista immunologico, l’intestino è un organo fondamentale. La colonizzazione della flora intestinale fin dai primi giorni di vita riveste un ruolo determinante nello sviluppo e nella maturazione dell’intero sistema immunitario.
La disbiosi nei neonati prematuri
Per garantire la sopravvivenza dei neonati prematuri sono necessarie diverse misure mediche, come il parto cesareo, l’intubazione per assicurare una corretta osigenazione, un’alimentazione specifica e, in molti casi, la somministrazione di antibiotici. Tuttavia, tutti questi interventi favoriscono ulteriormente una disbiosi intestinale.
Strumenti medici e farmaci vengono solitamente utilizzati fin dai primi istanti di vita e rappresentano spesso le prime vie attraverso cui il neonato entra in contatto con determinati microrganismi. Anche l’ambiente ospedaliero e la durata del ricovero influenzano in modo significativo il modo in cui si sviluppa e si colonizza il microbiota intestinale di un neonato prematuro.
Taglio cesareo vs. parto naturale
Il tipo di parto è determinante per la formazione della flora intestinale dei neonati. I bambini – sia a termine che prematuri – che nascono mediante taglio cesareo, presentano un microbiota gastrointestinale diverso rispetto ai bambini nati con parto naturale. Questa differenza contribuisce in modo significativo al sano sviluppo del bambino.
I primi batteri con cui i neonati nati con parto naturale vengono a contatto sono i batteri vaginali e fecali della mamma. Al contrario, i bambini nati tramite cesareo, vengono esposti inizialmente ai batteri presenti nell’ambiente ospedaliero, il che può determinare una diversa composizione del microbiota. Nei neonati nati con cesareo si osserva generalmente una minore presenza di Bifidobatteri e Lattobacilli, mentre i ceppi batterici potenzialmente patogeni risultano più numerosi rispetto ai bambini nati per via vaginale.
Poiché oltre la metà dei neonati prematuri nasce con il cesareo e spesso riceve subito antibiotici, il loro microbiota intestinale tende a essere particolarmente sbilanciato. Inoltre, il parto cesareo tende a ritardare l’arrivo della montata lattea, costringendo molte mamme a nutrire i neonati con latte artificiale.
Latte in polvere vs. latte materno
Secondo le conoscenze attuali, il latte materno è la migliore fonte di nutrimento per i neonati. Contiene acidi grassi, carboidrati, cellule immunitarie e batteri intestinali essenziali – come Bifidobatteri e Lattobacilli – che, durante l’allattamento, colonizzano e si moltiplicano nell’intestino del bambino.
Nei neonati prematuri, dove la priorità è favorire l’aumento di peso e lo sviluppo sano, spesso è necessario somministrare un’alimentazione speciale, ad alto contenuto calorico e facilmente digeribile. Inoltre, non tutte le madri riescono ad allattare i propri figli: a volte la produzione di latte è insufficiente, altre volte nei neonati molto prematuri il riflesso di suzione e deglutizione non è ancora completamente sviluppato, rendendo necessaria l’alimentazione tramite sondina.
Queste forme di nutrizione però contengono pochi batteri intestinali e quindi non riescono a compensare eventuali disbiosi del microbiota intestinale dei neonati prematuri.
Antibiotici
Quasi sempre, i neonati prematuri, ricevono una terapia antibiotica subito dopo la nascita. Questi farmaci possono essere dati sia a scopo preventivo sia per curare eventuali infezioni neonatali. L’obiettivo è di proteggere i bambini, il cui sistema immunitario è ancora poco sviluppato. Spesso la terapia non si limita al periodo di ricovero in ospedale: non di rado, per ridurre il rischio di infezioni, il trattamento continua anche dopo la dimissione.
Purtroppo, l’uso prolungato di antibiotici può avere effetti significativi sulla flora intestinale. Studi scientifici mostrano che i neonati prematuri sottoposti a lunghi cicli di antibiotici presentano spesso un forte squilibrio del microbiota intestinale, con conseguenze sullo sviluppo della loro salute digestiva e immunitaria.
Probiotici nei neonati prematuri: effetti positivi
La parola “probiotico” deriva dal greco e significa “per la vita”. Studi scientifici dimostrano che i probiotici testati e di rilevanza medica hanno effetti positivi sul tratto gastrointestinale dei neonati prematuri.
I probiotici multispecie contengono batteri intestinali vivi, attivi e in grado di moltiplicarsi, e possono essere somministrati sia a scopo protettivo sia come supporto durante le terapie mediche. Negli studi scientifici si è osservato che nei neonati prematuri l’uso di probiotici può ridurre l’insorgenza e la gravità di malattie infiammatorie intestinali (come la NEC), favorire lo sviluppo sano e le funzioni essenziali del microbiota intestinale e supportare una maturazione adeguata del sistema immunitario.