Foto: Chiara Mezzetti
Quando hai iniziato a utilizzare i probiotici OMNi-BiOTiC® e cosa ti ha convinta a provarli personalmente?
Chiara Mezzetti: Ho iniziato a integrarli costantemente nella mia routine circa 1 anno fa, dopo un’esperienza piuttosto critica all’Ironman 70.3 di Nizza. Da biologa nutrizionista, ho cercato la solidità delle evidenze scientifiche. Quello che mi ha convinta a testarli in prima persona è stata la qualità dei ceppi utilizzati e la tecnologia di veicolazione, fondamentale per garantire che i batteri superino vivi la barriera gastrica. Inoltre, come atleta di endurance, cercavo un supporto che non fosse generico, ma mirato a modulare l’asse intestino-cervello e la permeabilità intestinale sotto sforzo. Sperimentare su di sé è il primo passo per comprendere a fondo ciò che poi si consiglia in studio.
Da nutrizionista, quanto ritieni importante la salute intestinale per chi pratica sport di endurance?
Chiara Mezzetti: È assolutamente cruciale. Spesso consideriamo il cuore, i polmoni e i muscoli come i motori principali della performance, ma l’intestino è il centro logistico che rifornisce questo motore. Gli atleti di endurance conoscono bene il fenomeno del cosiddetto Gastrointestinal Distress: crampi, nausea, gonfiore o scariche improvvise colpiscono oltre il 60-70% dei triatleti sulle lunghe distanze. Durante uno sforzo prolungato, il sangue viene deviato verso i muscoli scheletrici e la pelle per la termoregolazione, lasciando l’apparato digerente in una condizione di ischemia temporanea. Un intestino sano e resiliente tollera meglio questo stress e, soprattutto, riesce ad assorbire i carboidrati e l’acqua necessari a mantenere alta la performance senza ribellarsi.
Microbiota intestinale e performance sportiva
Esiste un collegamento tra microbiota intestinale e performance sportiva? Cosa ci dice oggi la ricerca scientifica?
Chiara Mezzetti: La ricerca scientifica negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, confermando che il microbiota di un atleta è nettamente diverso da quello di una persona sedentaria. Esiste un vero e proprio circolo virtuoso: l’esercizio fisico di intensità moderata-vigorosa aumenta la biodiversità batterica e favorisce la crescita di ceppi produttori di acidi grassi a catena corta (SCFA), come il butirrato e il propionato. Queste molecole sono formidabili alleate dello sportivo: riducono l’infiammazione sistemica, migliorano la sensibilità insulinica e ottimizzano l’estrazione di energia dagli alimenti. La letteratura scientifica attuale ci dice che un microbiota eubiotico (in equilibrio) non solo previene i disturbi gastrointestinali, ma supporta attivamente i processi metabolici durante lo sforzo.
Negli ultimi mesi hai partecipato a tre importanti triathlon europei. Quali sono state queste gare e cosa hanno rappresentato per te?
Chiara Mezzetti: È stato un viaggio intenso ed emozionante che ha toccato tappe straordinarie tra la fine del 2025 e questa prima metà del 2026. Ho affrontato sfide su percorsi iconici e sfidanti per lo scenario europeo del triathlon, tra cui i mondiali di 70.3 a Marbella (Spagna), l’Apfelland Triathlon a Stubenberg am See (Austria) e l’indimenticabile prova dell’IRONMAN a Klagenfurt (Austria). Ognuna di queste tre gare ha rappresentato qualcosa di unico: non si è trattato solo di tagliare un traguardo o di guardare il cronometro, ma di testare la resilienza mentale e la gestione metabolica su distanze dove ogni minimo dettaglio conta. Portare a termine competizioni così dure, conciliando la vita da atleta con quella professionale in studio, mi ha regalato una profonda consapevolezza di cosa significhi spingere il corpo al limite mantenendolo in salute.
Foto: Chiara Mezzetti
Probiotici per recupero, energia e benessere
Hai notato differenze nella gestione del recupero, dell’energia e del benessere generale da quando utilizzi regolarmente i probiotici?
Chiara Mezzetti: Le differenze più tangibili le ho riscontrate proprio nella costanza dei livelli energetici e nei tempi di recupero. Chi si allena per il triathlon consuma enormi quantità di energia e infiamma inevitabilmente i tessuti. Da quando la salute intestinale è diventata una priorità quotidiana grazie ai probiotici, ho notato una drastica riduzione dei fastidi digestivi post-allenamento, il che significa poter assimilare subito e meglio i nutrienti del pasto di recupero. Inoltre, una barriera intestinale più forte si traduce in un sistema immunitario più reattivo: meno malanni stagionali significano zero interruzioni nella tabella di marcia degli allenamenti.
Come integri i probiotici nella tua routine quotidiana durante la preparazione a una gara importante?
Chiara Mezzetti: L’integrazione non si improvvisa mai. Seguo un protocollo personalizzato che prevede:
- una prima fase di circa 4 settimane nel periodo preseason o inizio della fase di allenamento con un probiotico multispecie versatile che contenga Lattobacilli, Bifidi e Enterococcus Faecium.
- Seguito da un probiotico multispecie specifico per lo sport durante tutto il tempo di avvicinamento alla fase di picco stagionale.
- Nelle 4 settimane pre-gara continuo ad assumere un probiotico multispecie per lo sport al mattino e aggiungo un probiotico multispecie con funziona riparativa alla sera.
- Nel post-gara e recupero utilizzo un probiotico multispecie con proprietà antinfiammatorie per 4 settimane, e così copro tutta la stagione.
Foto: Chiara Mezzetti
Quali sono gli errori più comuni che gli sportivi commettono quando si parla di alimentazione e salute intestinale?
Chiara Mezzetti: L’errore principale è il “fai da te” dell’ultimo minuto: testare gel, barrette o strategie di idratazione mai provate prima direttamente il giorno della gara. L’intestino, esattamente come il cuore e i muscoli, va allenato (train the gut). Un altro errore diffusissimo è l’abuso di farmaci antinfiammatori (FANS) per gestire i dolori muscolari, che distruggono le giunzioni serrate della mucosa intestinale, aumentando la permeabilità e il rischio di infezioni o tossicità. Infine, vedo spesso diete cronicamente monotone o, al contrario, un eccesso improvviso di fibre nei giorni precedenti la competizione, che causa inevitabilmente disastri gastrointestinali in gara.
Che consiglio daresti a chi pratica sport di resistenza e vuole migliorare il proprio benessere digestivo e la propria performance?
Chiara Mezzetti: Il mio consiglio è di considerare la nutrizione e la salute intestinale come la “quarta disciplina” del triathlon. Non focalizzatevi solo sui macro-nutrienti (quanti carboidrati, quante proteine), ma curate la qualità di ciò che mangiate e la salute dell’ecosistema che deve digerirlo. Scegliete alimenti a basso potenziale infiammatorio, idratatevi correttamente anche nei giorni di riposo e inserite un ciclo di probiotici di alta qualità ben prima degli appuntamenti agonistici. E’ molto importante scegliere anche gli integratori da usare in gara, io utilizzo abitualmente barrette e gel testati per il benessere digestivo. Prendetevi cura del vostro intestino, e il vostro intestino si prenderà cura della vostra performance.
Foto: Il Resto del Carlino, 23.06.2026
Guardando al futuro, quali sono i tuoi prossimi obiettivi sportivi e professionali?
Chiara Mezzetti: Dal punto di vista professionale, la mia priorità è la ricerca e la divulgazione: sto attualmente coordinando uno studio clinico per valutare l’impatto di specifici protocolli di integrazione probiotica sul microbiota e sulla performance degli atleti di endurance, con l’obiettivo di raccogliere i primi dati entro l’autunno. Voglio portare sempre più scienza basata sull’evidenza nello sport amatoriale e d’élite.
Dal punto di vista sportivo… beh, la passione per le lunghe distanze non si spegne mai. Il prossimo obiettivo sarà la Granfondo Matildica (Reggio Emilia) valida come campionato italiano in cui punterò a conseguire la qualifica per i mondiali in Francia nel 2027, poi l’IRONMAN di Vitoria-Gasteiz (Spagna) in cui cercherò la qualifica per l’IRONMAN di Kona (Hawaii) 2027. E dulcis in fundo vorrei ripetere la bellissima esperienza di Apfelland Triathlon, le gare in Austria hanno sempre un altro sapore!
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