Vacanze in totale spensieratezza? Non si fa in tempo ad arrivare a destinazione e gustarsi il drink di benvenuto in spiaggia che l’intestino inizia a farsi già sentire.
Questo è il primo segnale che si potrebbero trascorrere diversi giorni chiusi in bagno: la diarrea del viaggiatore è uno dei disturbi più frequenti quando si è in vacanza all’estero e colpisce in media una persona su due, anche se la frequenza con cui si manifesta varia in base alla destinazione: più gli standard igienici del luogo di villeggiatura sono bassi e le temperature elevate (la temperatura corporea è l’ambiente ideale per i germi) e maggiore sarà il rischio di contrarre la diarrea.
Occorre inoltre tenere conto che l’intestino della popolazione locale è già abituato alla varietà batterica del luogo, mentre quello dei vacanzieri ha bisogno di tempo per adattarsi ai batteri locali, divenendo quindi piuttosto suscettibile alla diarrea del viaggiatore e agli altri disturbi a essa correlati.
Diarrea del viaggiatore: un souvenir antipatico
A causare la diarrea sono soprattutto i batteri del genere Escherichia coli. Essi producono tossine che scatenano diarrea, nausea ed emesi, ma questi disturbi durano in genere solo pochi giorni: la maggior parte di questi batteri sono autolimitanti, ossia si eliminano da soli tramite le feci. Si tratta di infezioni che non danno motivo di preoccuparsi, ma che rovinano l’atmosfera della vacanza, in quanto si finisce per restare chiusi per giorni nella stanza dell’hotel anziché godersi il meritato relax in spiaggia.
La situazione si complica ulteriormente quando si ha a che fare con batteri patogeni che trovano nell’intestino le condizioni ottimali per insediarvisi stabilmente: salmonella, shigella, campylobacter o Giardia lamblia possono provocare gravi infiammazioni nello stomaco e nell’intestino, se quest’ultimo risulta già indebolito a causa dello stress pre-partenza oppure presenta già danni alla barriera intestinale. La permeabilità intestinale (“leaky gut”) fa sì che i germi si annidino nella parete intestinale e non riescano quindi ad essere espulsi facilmente attraverso le feci.
Coloro che contraggono in vacanza una forma pesante della diarrea del viaggiatore, si troveranno a dover fare i conti con le conseguenze a lungo termine, oltre a portare a casa un souvenir alquanto spiacevole. Il 10% dei soggetti colpiti sviluppa una diarrea del viaggiatore cronica, la quale può durare anche settimane dopo il viaggio oppure addirittura una sindrome dell’intestino irritabile post-infettiva che porta con sé mal di pancia, flatulenza ed episodi frequenti di diarrea. Chiunque sarebbe felice di poter evitare “regali” di questo tipo!
Corri in spiaggia, non in bagno!
La diarrea del viaggiatore subentra in genere tra il terzo e il nono giorno di vacanza e dura più o meno quattro giorni. Sia la frequenza della defecazione (tre-sei volte al giorno) sia la quantità di acqua (fino all’85%) sono alterate. La diarrea è spesso accompagnata da forti crampi dolorosi durante la defecazione (65-70%), nausea ed emesi (30-45%) nonché febbre (12-25%).
Rischio legato alla zona
- Rischio elevato: circa il 50% delle persone contraggono la diarrea in America Latina, Asia e Africa. Durante una crociera sul Nilo potrebbe essere colpito persino l’80% dei vacanzieri.
- Rischio medio: nell’Europa meridionale, in Israele e ai Caraibi viene colpito il 10-20%.
- Rischio limitato: meno dell’8% di coloro che si recano nell’ Europa settentrionale e nell’America del Nord, in Australia, Nuova Zelanda e Giappone soffre di diarrea.
Cosa fare?
- bere molta acqua per reintegrare i liquidi persi (tè, acqua bollita, eccetera). Sono assolutamente da evitare le bevande analcoliche, in quanto gli zuccheri in esse contenuti sottraggono al corpo ancora più acqua;
- mangiare cibi leggeri (pane bianco, carote lesse, riso, porridge di avena, ecc.);
- assumere probiotici per aiutare la flora intestinale a difendersi dai germi che causano la diarrea.
Quando si consiglia di andare dal medico?
Se i disturbi non migliorano nel giro di due-tre giorni, le feci presentano sangue o muco, si ha la febbre alta, ci si sente deboli e si hanno problemi di pressione, allora è bene consultare un medico. Questo vale anche per i casi di diarrea che interessano i bambini al di sotto dei due anni, donne in gravidanza e persione anzione o soggetti particolarmente deboli. Anche nel caso in cui si sospetti la presenza di salmonella oppure di malattie infettive come il tifo e il colera occorre recarsi subito dal medico.
Consigli per il prossimo viaggio
Per armarsi al meglio contro la diarrea del viaggiatore si dovrebbero rispettare una serie di raccomandazioni di igiene mentre si è in vacanza all’estero. In fondo, si vogliono avere solo bei ricordi della vacanza trascorsa e non l’immagine del bagno stampata in testa indelebilmente.
“Cotto, sbucciato, bollito o niente”
Dovrebbe essere la regola base da tenere ben presente prima di recarsi al buffet dell’hotel o nei locali tipici. Si raccomanda di prestare particolare attenzione ai cibi a base di carne, pesce e frutti di mare: devono essere ben cotti e non leggermente scottati sulla griglia, in quanto potrebbero essere crudi all’interno.
Anche il classico uovo alla coque o l’omelette mangiati a colazione potrebbero nascondere una miriade di batteri. Le foglie dell’insalata e la frutta lavate sotto l’acqua corrente andrebbero ugualmente evitate: sarebbe meglio preferire quei frutti che possiamo sbucciare noi stessi (per es. banana o mango). È inoltre necessario fare attenzione ai meloni, il cui peso risulta più elevato a causa dell’aggiunta di acqua contaminata al suo interno, in modo da poterli vendere a prezzi più alti.
Parola d’ordine: acqua
I cubetti di ghiaccio nel cocktail potrebbero rovinarci le vacanze. Spesso si trovano già al loro interno sciolti, per questo conviene prestare particolare attenzione e chiedere piuttosto una volta di più che non siano stati utilizzati. Inoltre, si raccomanda di assicurarsi che il tappo delle bottiglie di acqua sia ancora ben chiuso. Gli agenti patogeni che provocano la diarrea si nascondono anche nei bagni: sulle maniglie delle porte, sullo scarico, eccetera. Lavarsi regolarmente le mani e disinfettarle con cura rappresentano alcuni accorgimenti che riducono il rischio di contrarre un’infezione.
Probiotici per il viaggio
Gli esperti di viaggi consigliano di preparare l’intestino, utilizzando specifici probiotici da viaggio: questi contengono ceppi selezionati di batteri benefici che integrano al meglio la flora intestinale naturale durante la vacanza. Studi dimostrano inoltre che, in caso di problemi, l’uso di probiotici può ridurre la durata degli inconvenienti di uno o due giorni.
Stress da partenza per stomaco e intestino
Come se non bastasse, anche costipazione, flatulenza, bruciore di stomaco e altri disturbi gastrointestinali possono rovinare le vacanze. Lo stress della partenza e il poco movimento a causa del lungo viaggio “paralizzano” l’intestino. Il cambio di routine e di alimentazione rallentano inoltre la digestione e la carenza di liquidi a causa di un’elevata sudorazione o dell’aria climatizzata e secca provoca un indurimento delle feci, rendendole di difficile espulsione. Spesso ci si ritrova a trattenere lo stimolo in mancanza di bagni nelle vicinanze oppure a causa di poca pulizia si preferisce rimandare la questione in un altro momento. Tutti questi fattori provocano spesso costipazione, accompagnata da senso di pienezza e meteorismo.
Anche lo stomaco si trova a lavorare di più mentre si è in vacanza, soprattutto se si esagera: fritture, cibi ad alto contenuto di grassi, alcol, nicotina, caffè, bevande analcoliche e frizzanti e pietanze a base di spezie esotiche e piccanti sovraccaricano lo stomaco. I pacchetti all-inclusive e buffet abbondanti invogliano spesso a mangiare più del solito e ciò può trasformarsi in bruciore e dolori allo stomaco, in conseguenza di un’infiammazione della mucosa gastrica.
Per questo tipo di disturbo si presta in particolar modo il frutto della papaya: nei paesi tropicali essa gode da sempre di un elevato prestigio per le sue incredibili proprietà. Gli indios sudamericani chiamavano la pianta della papaya “l’albero della salute” proprio per le ottime proprietà digestive. La papaya contiene l’enzima proteolitico papaina, in grado di favorire la regolarità intestinale anche in vacanza. In caso di disturbi che interessano lo stomaco si è rivelata particolarmente efficacie una combinazione a base di papaya e avena, la quale ha un’azione calmante. In questo modo anche l’intestino e lo stomaco potranno riposarsi durante le vacanze!
Budino di semi di chia: un pasto leggero e sano per ogni vacanza
In viaggio ci sono molte tentazioni culinarie. E di solito le possibilità di cucinare non sono molte. Tuttavia, ci sono alcune opzioni per preparare uno spuntino leggero, rinfrescante e sano, che è anche ideale per la colazione: i semi di chia sono ormai disponibili in molti paesi e possono essere messi a mollo in diversi liquidi. Il budino non necessita necessariamente di essere refrigerato — ad esempio, se in hotel non c’è un minibar. La ricetta può essere arricchita con frutta secca o anche con frutta fresca.
Viaggiare con i bambini
Quando si va in vacanza con i bambini, il benessere dei più piccoli viene al primo posto. Perché grandi e piccini possano godersi il viaggio appieno, è importante prestare attenzione ad alcune cose e prepararsi a ogni evenienza.
Cosa mettere nella farmacia da viaggio
A seconda della destinazione della vacanza, la lista delle cose da mettere in valigia può variare notevolmente. Se si va verso sud, di solito si opta per abiti più leggeri rispetto a un viaggio verso nord. Naturalmente, fa anche differenza se si tratta di un viaggio organizzato o individuale, del tipo di alloggio, ecc. Tuttavia, una cosa dovrebbe essere sempre presente in ogni vacanza, indipendentemente dalla durata o dalla destinazione: la farmacia da viaggio. Per questo motivo, abbiamo preparato una lista di controllo per gli elementi essenziali della farmacia da viaggio.