Intestino e fegato: un lavoro di squadra per il metabolismo di zuccheri e grassi

I grassi potenziano il sapore degli alimenti e gli zuccheri forniscono energia immediata. È anche per questo che tendiamo a mangiarne volentieri un po’ di più. Tuttavia, oltre alle loro funzioni utili, questi nutrienti possono avere anche un “lato oscuro”: un consumo eccessivo può contribuire allo sviluppo di condizioni come fegato grasso, alterazioni del metabolismo del glucosio o squilibri del microbiota intestinale.

Dicembre è il mese delle tentazioni: tra cene con amici, brindisi aziendali e serate in famiglia, diventa quasi impossibile rifiutare un dolcetto o un bicchierino in più. Ma cosa succede quando l’apporto di zuccheri e grassi supera il necessario?

L’intestino svolge un ruolo fondamentale nello smaltimento di zuccheri e grassi, la mucosa intestinale, in particolare, è essenziale per l’assorbimento dei nutrienti. Anche altri organi dell’apparato digerente — dal fegato, fino al pancreas — lavorano in sinergia affinché la digestione e il metabolismo procedano ogni giorno in modo equilibrato.

Batteri intestinali e digestione

Il nostro intestino non serve soltanto a “trasportare” il cibo fino alla fine del processo digestivo: è soprattutto il luogo in cui il corpo ricava i nutrienti di cui ha realmente bisogno. In questo lavoro giocano un ruolo centrale i trilioni di batteri benefici del microbiota intestinale. Questi microrganismi producono enzimi importanti che scompongono i grandi componenti degli alimenti in molecole più piccole. Solo quando queste molecole nutritive sono state adeguatamente frammentate possono attraversare la mucosa intestinale ed essere assorbite dall’organismo.

Questo processo è realmente efficace solo quando la mucosa intestinale è in buona salute, ben nutrita e non appesantita da residui alimentari non digeriti, che altrimenti potrebbere andare incontro a fermentazione. Anche in questo caso il microbiota intestinale svolge un ruolo chiave: i batteri intestinali benefici infatti, limitano l’attività dei microrganismi indesiderati, come alcuni batteri responsabili di processi putrefattivi, e contribuiscono così a mantenere un equilibrio intestinale sano.

Il cibo che assumiamo nutre sia noi che il nostro microbiota. Fibre, frutta, verdura e cereali integrali sono gli alimenti preferiti dai batteri “buoni”, ma durante le festività tendono a essere meno frequenti sulle nostre tavole. Questo può alterare l’equilibrio tra le diverse popolazioni batteriche: un’elevata assunzione di zuccheri, per esempio, favorisce la proliferazione di alcuni batteri fermentativi, che possono prendere il sopravvento.

Il risultato è che alimenti già di per sé “pesanti” vengono digeriti solo parzialmente e tendono a rimanere più a lungo nell’intestino. La fermentazione degli zuccheri comporta spesso una fastidiosa sensazione di gonfiore addominale, pesantezza, stanchezza o difficoltà di concentrazione.

Fegato e pancreas: organi chiave per la digestione

Oltre all’intestino, è soprattutto il fegato a influenzare in modo decisivo i processi metabolici che permettono di ricavare nutrienti dagli alimenti. In collaborazione con la cistifellea e il pancreas, il fegato contribuisce alla digestione di zuccheri e grassi.

Il fegato produce la bile, che viene immagazzinata nella cistifellea e poi rilasciata nel duodeno. Qui la bile facilita l’assorbimento dei grassi. Gli acidi grassi a catena corta raggiungono il fegato attraverso la vena porta, mentre la maggior parte delle molecole di grasso viene trasportata tramite il sistema linfatico e poi nel circolo sanguigno, per essere successivamente utilizzata e immagazzinata.

Il pancreas, invece, fornisce l’insulina, un ormone fondamentale per trasportare il glucosio dal sangue alle cellule, dove viene utilizzato per produrre energia. Altri zuccheri vengono scissi in molecole più piccole da enzimi specifici prodotti nell’intestino tenue, come le disaccaridasi; una carenza di questi enzimi può portare a intolleranze alimentari, come quella al lattosio.

Sorprendente è la capacità del fegato di immagazzinare circa il 10% del proprio peso (tra 1,4 e 1,8 kg) sotto forma di zuccheri, pronti per essere rilasciati nel sangue in caso di necessità.

Asse fegato-intestino: come funziona?

La digestione quindi, comprende una moltitudine di processi complessi. L’asse intestino-fegato garantisce uno scambio costante di informazioni, necessario affinché tutto funzioni correttamente. Fondamentali per questo equilibrio sono un microbiota intestinale ricco e diversificato e una mucosa intestinale integra. Entrambe però possono essere compromesse da un’alimentazione troppo ricca di grassi e zuccheri.

Quando la barriera intestinale si indebolisce, possono svilupparsi disturbi subdoli e progressivi che, se non riconosciuti, possono arrivare fino alla cirrosi epatica: lo stadio terminale delle malattie croniche del fegato, caratterizzato da una barriera intestinale fortemente alterata e permeabile e quindi da una funzionalità epatica ridotta.

La funzione principale del fegato è la detossificazione. La sua efficacia dipende in larga misura dal buon funzionamento dell’intestino, poiché tutti i nutrienti e i micronutrienti introdotti con l’alimentazione — ma anche le sostanze tossiche presenti nei cibi, come coloranti, emulsionanti, pesticidi, spore fungine e germi dannosi — che non vengono riconosciuti ed eliminati da una digestione efficiente, raggiungono per primi il fegato attraverso il grande vaso sanguigno della vena porta. Se la barriera intestinale è compromessa, la quantità di queste sostanze,  che in realtà dovrebbero essere eliminate, diventa talmente elevata da sovraccaricare il fegato, che reagisce con alterazioni funzionali, come l’accumulo di grasso nelle cellule epatiche, che a lungo termine possono portare allo sviluppo della steatosi epatica non alcolica.

Oggi è ormai chiaro che un microbiota intestinale ridotto o sbilanciato influisce sul metabolismo e sulle funzioni organiche tramite l’asse intestino-fegato. Per prevenire questi problemi, è essenziale seguire un’alimentazione equilibrata e varia, che crei un terreno favorevole per i batteri intestinali benefici e sostenga la salute dell’intestino e del fegato.

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Problemi al fegato e probiotici

Adottare uno stile di vita sano, con un apporto moderato di grassi e zuccheri, è spesso difficile. Non a caso, la nostra società è confrontata con una vera epidemia di obesità: attualmente circa il 30% della popolazione mondiale è obesa e, secondo le stime, entro il 2030 quasi una persona su due potrebbe essere interessata dall’obesità.

Questa tendenza comporta anche un aumento delle malattie del fegato grasso: nelle persone sovrappeso il rischio di sviluppare una steatosi epatica raggiunge l’80%, mentre in chi fa uso eccessivo di alcol il rischio è del 50%.

La steatosi epatica è spesso solo l’inizio di una lunga serie di problemi: il fegato può infiammarsi per diversi motivi (sovrappeso, consumo di alcol, infezioni virali…), sviluppando una patologia nota come epatite. Se questa non viene trattata o se lo stile di vita non viene modificato, l’infiammazione può evolvere nella sua forma più grave ovvero la cirrosi epatica.

Attualmente la cirrosi non è curabile con farmaci convenzionali. Tuttavia, studi recenti, hanno dimostrato che un probiotico multispecie specifico può contribuire a migliorare la funzionalità epatica non solo in presenza di alterazioni lievi, come valori alti di colesterolo, ma persino in pazienti con cirrosi epatica avanzata.

Migliorare la funzionalità epatica tramite batteri intestinali selezionati è un approccio innovativo che sta suscitando grande interesse in campo medico. Sebbene la ricerca non abbia ancora chiarito tutti i meccanismi, l’esperienza di molti medici e dei loro pazienti conferma risultati promettenti.

Il potere delle piante amare per il fegato

Oltre ai probiotici, esistono numerose piante utilizzate da secoli per sostenere il fegato, soprattutto quando l’alimentazione e lo stile di vita lo sovraccaricano.
 
Il carciofo, che contiene un principio amaro chiamato cinarina. Questo composto stimola il metabolismo di fegato e cistifellea e favorisce la produzione di bile, aiutando l’organismo a digerire meglio i cibi ricchi di grassi e a mantenere un metabolismo lipidico equilibrato.
 
Il cardo mariano è noto come “protettore del fegato”. Il complesso di principi attivi chiamato silibina contribuisce a ridurre l’assorbimento di sostanze potenzialmente dannose e supporta la rigenerazione del tessuto epatico. Il nome deriva da una leggenda secondo cui le macchie bianche sulle foglie ricordano il latte della Vergine Maria.
 
Il dente di leone è ricco di sostanze amare che stimolano la secrezione dei succhi digestivi prodotti da fegato, cistifellea, pancreas e mucosa gastrica. Tradizionalmente viene utilizzato per favorire la digestione e alleviare il senso di pienezza. Le foglie fresche possono essere consumate in insalata.
 
Il wasabi, o rafano giapponese, è il “maestro” delle piante epatiche. Usato da secoli in Estremo Oriente per sostenere la detossificazione del fegato, è ricco di olio di senape, che ha proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, utili per tenere sotto controllo alcuni batteri e virus che potrebbero danneggiare il fegato.
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Consigli per un fegato sano

Bere acqua e tè non zuccherato è fondamentale per supportare la principale funzione del fegato: la detossificazione. Al contrario, bevande ad alto contenuto di zucchero o alcoliche affaticano il fegato, costringendolo a fare gli “straordinari”.

Un’alimentazione equilibrata rappresenta un altro strumento efficace per alleggerire il fegato. In caso di primi problemi a livello epatico, può essere utile evitare per alcuni mesi alimenti dannosi per il fegato, come:

  • cibi pronti e industriali
  • alimenti e bevande ricchi di zucchero
  • alcool
  • piatti molto grassi

 

Si consiglia di preferire il consumo di verdure a foglia verde ricche di sostanze amare, come: carciofi, crescione, rucola, spinaci, prezzemolo ed indivia.

L’intestino è il punto di partenza di molte delle sostanze che raggiungono il fegato. Un’alimentazione squilibrata, l’assunzione di alcuni farmaci o lo stress cronico possono alterare l’equilibrio del microbiota intestinale, ridurre i batteri “buoni” e assottigliare la mucosa intestinale, rendendo l’intestino più permeabile.

Quando questo accade, una quantità maggiore di tossine può arrivare al fegato, mettendo sotto stress la sua naturale capacità di detossificazione. In questi casi, il supporto di probiotici scientificamente studiati, associato a uno stile di vita sano, può contribuire al mantenimento dell’equilibrio del microbiota intestinale e al benessere del fegato.

Anche una moderata attività fisica è utile: migliora la circolazione epatica, stimola il metabolismo, riduce le tensioni e aiuta a contrastare lo stress quotidiano. Non è necessario correre maratone: bastano alcune centinaia di passi in più al giorno per ottenere benefici significativi per la salute.

Consigli per un intestino sano

Le fibre alimentari sono il nutrimento principale dei batteri intestinali benefici e favoriscono anche la digestione. Frutta, verdura e cereali integrali ne contengono grandi quantità. Un aiuto può venire anche da prebiotici specifici.

Attenzione: se finora la vostra alimentazione è stata povera di fibre, modificate le abitudini gradualmente. Con i prebiotici, ad esempio, è consigliabile iniziare con un cucchiaino al giorno, perché l’intestino ha bisogno di tempo per adattarsi a questa alimentazione ricca di fibre.

Si raccomanda di assumere circa 2 litri di liquidi al giorno, aumentando l’apporto in caso di temperature elevate (ad esempio dopo la sauna) o attività fisica intensa. Limitatevi a acqua e tè non zuccherati, poiché l’alcol o le bevande zuccherate rallentano la digestione e possono danneggiare le cellule intestinali.

Supportate il vostro intestino anche attraverso i probiotici, soprattutto se notate problemi digestivi come gonfiore o stitichezza. Questo può accadere dopo periodi di stress, pasti abbondanti durante le festività o dopo l’assunzione di antibiotici.

Educate il vostro intestino con orari dei pasti regolari, così da favorire una digestione equilibrata. Dedicate al momento dell’evacuazione tutto il tempo necessario e cercate di mantenere una regolarità intestinale senza ricorrere a lassativi.

Non trascurare intestino e fegato!

Intestino e fegato svolgono un ruolo essenziale: grazie a loro il cibo che assumiamo viene trasformato in energia e nutrienti utili all’organismo, e allo stesso tempo depurato da microrganismi nocivi e sostanze tossiche.

Sta a noi prenderci cura per tempo di questi organi vitali, così da preservare il benessere nel lungo periodo — idealmente non solo durante le festività, ma ogni giorno.

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