Hai difficoltà a concepire e non sai perché? Sempre più studi scientifici evidenziano che un’alterazione della flora vaginale, nota anche come disbiosi vaginale, possa essere uno dei fattori chiave nei casi di infertilità inspiegata. Le ricerche mostrano infatti differenze significative nella composizione e nella stabilità del microbiota vaginale tra donne che riescono a concepire e donne che non ci riescono. Questi dati suggeriscono inoltre, che l’equilibrio del microbiota vaginale possa influenzare anche il buon andamento della gravidanza e del parto.
Una flora vaginale sana: come riconoscerla
Il microbiota vaginale, composto da circa 250 specie diverse di batteri, è considerato sano quando è dominato da lattobacilli, in particolar modo dai seguenti ceppi: Lactobacillus crispatus LbV 88, Lactobacillus gasseri LbV 150N, Lactobacillus jensenii LbV 116, Lactobacillus rhamnosus LbV96. Questi microrganismi benefici svolgono un ruolo fondamentale: mantengono il pH vaginale su livelli ottimali, creando un ambiente sfavorevole alla proliferazione di germi, funghi e batteri patogeni.
Un microbiota vaginale in equilibrio rappresenta quindi una difesa naturale preziosa contro le infezioni intime, tra cui cistite, micosi e vaginosi batterica.
L’equilibrio della flora vaginale però, è molto delicato, e può essere facilmente alterato da diversi fattori tra cui i cambiamenti ormonali, un sistema immunitario indebolito o l’uso di antibiotici.
Fertilità e flora vaginale: qual è il loro legame?
La disbiosi vaginale, ovvero un’alterazione della flora intima caratterizzata da una riduzione di lattobacilli e da una conseguente proliferazione di germi anaerobi, può influenzare negativamente la fertilità. In particolare, la presenza di microorganismi come l’Ureaplasma parvum, è stata associata a problemi di concepimento e a un aumento del rischio di complicanze perinatali.
Il ruolo della mucosa uterina: un fattore troppo spesso sottovalutato
La mucosa uterina non è sterile, ma è abitata da una varietà di batteri che possono influenzare la fertilità femminile. Un’alterazione di questo equilibrio può addirittura impedire all’ovulo fecondato di impiantarsi correttamente.
Uno studio scientifico ha dimostrato che, nella maggior parte delle donne analizzate, il microbiota vaginale era composto per il 90% da lattobacilli. Questa predominanza si è rivelata favorevole all’annidamento degli embrioni ottenuti tramite fecondazione assistita, con un tasso di successo del 60,7%. Al contrario, nelle donne con un microbiota povero di lattobacilli, il tasso di annidamento scendeva drasticamente al 23,1%.
Lo stesso studio ha evidenziato che la carenza di lattobacilli nel microbiota vaginale incide negativamente anche sul buon esito della gravidanza. Nelle donne con una flora vaginale ricca di lattobacilli, il 70,6% ha portato a termine la gravidanza con successo, mentre questa percentuale scende al 33,3% nelle donne con una carenza significativa di questi batteri. Anche il numero di nascite senza complicazioni è risultato notevolmente inferiore: passando dal 58,8% nelle donne con microbiota equilibrato, ad appena il 6,7% in quelle con flora vaginale alterata.
I probiotici e le infezioni ricorrenti
Negli ultimi anni, l’inclusione di probiotici nei trattamenti terapeutici, così come a scopo preventivo, ha assunto un’importanza crescente, soprattutto nei casi di alterazioni dell’equilibrio della flora vaginale o in presenza di infezioni urogenitali ricorrenti.
Studi recenti sul microbioma hanno evidenziato come l’assunzione orale di probiotici multispecie, appositamente formulati e scientificamente testati, rappresenti la soluzione più efficace. Questi probiotici favoriscono infatti una colonizzazione naturale, efficace e duratura del microbiota vaginale, contribuendo al suo equilibrio in modo delicato e non invasivo.
I lattobacilli originano principalmente nel colon. La vicinanza anatomica tra ano e vagina, rappresentata dal perineo, facilita il passaggio di questi batteri benefici, favorito anche dalla presenza di secrezioni mucose. Questo processo fisiologico è fondamentale per proteggere l’ambiente vaginale da infezioni e squilibri, e contribuire a rafforzare le difese naturali dell’organismo.
I probiotici multispecie possono influenzare la fertilità?
Uno studio ha evidenziato che l’assunzione di probiotici multispecie può influenzare la colonizzazione vaginale del germe patogeno ureaplasma (Ureaplasma parvum). Nel gruppo che ha ricevuto un placebo si è osservato un suo aumento, mentre nel gruppo che ha assunto probiotici multispecie la sua presenza è risultata quasi assente.
Per questi motivi, l’uso di probiotici multispecie rappresenta una valida strategia per favorire l’equilibrio e la salute del microbiota vaginale. Può inoltre essere considerato un supporto utile anche per le donne che avendo difficoltà a concepire, affrontano percorsi di fecondazione assistita.