Il microbiota intestinale
Il nostro benessere non dipende solo da ciò che mangiamo o da quanto ci muoviamo: un ruolo fondamentale è giocato dagli ormoni, quei messaggeri chimici che regolano ogni aspetto del corpo, dall’umore al metabolismo. Secondo recenti evidenze scientifiche, il loro equilibrio è strettamente legato al microbiota intestinale, l’insieme di batteri e microrganismi che vivono nel nostro intestino. Una flora intestinale sana non solo favorisce la digestione, ma influisce direttamente sulla produzione e sul funzionamento degli ormoni, creando un dialogo continuo tra mente e corpo che può trasformare la nostra energia, la concentrazione e persino l’umore.
Ciò che gli studiosi già nell’antichità avevano osservato, trova oggi crescente conferma nella medicina moderna: i batteri intestinali influenzano la nostra salute e lo fanno in molteplici modi. Decidono quali nutrienti vengono assorbiti dall’organismo e come le sostanze in eccesso vengono eliminate; intervengono nel sistema immunitario, ma anche nella regolazione del peso corporeo.
Il nostro intestino è popolato da centinaia di specie batteriche: uno squilibrio nella composizione della flora intestinale – cioè una presenza eccessiva di batteri “nocivi” e una ridotta quantità di quelli “benefici” – può avere conseguenze negative sulla salute.
Malattie infiammatorie croniche intestinali, intolleranze alimentari, allergie, disturbi psicologici e patologie neurologiche possono essere alcune delle conseguenze di una flora intestinale alterata.
Il potenziale del microbiota per la nostra salute è ancora largamente inesplorato; tuttavia, numerosi studi hanno già dimostrato che i batteri intestinali influenzano ogni area del nostro organismo – compreso il nostro equilibrio ormonale.
L'intestino è la centrale degli ormoni?
L’intestino e il cervello sono strettamente collegati attraverso diversi canali di comunicazione: in primis dalle vie nervose del sistema nervoso enterico, ai prodotti metabolici dei batteri intestinali fino agli ormoni. L’intestino, ad esempio, è in grado di comunicare al cervello quali nutrienti mancano all’organismo. Inoltre, una parte dei nostri ormoni, veri e propri “messaggeri chimici”, viene prodotta direttamente a livello intestinale, in base alla composizione della flora batterica. Tra questi rientrano, per esempio, i neurotrasmettitori della felicità come dopamina e serotonina, e l’ormone del sonno, la melatonina.
Gli ormoni influenzano ogni aspetto della nostra vita, e i loro effetti diventano particolarmente evidenti in momenti chiave come la nascita, la fase di sviluppo infantile, la pubertà e la menopausa o andropausa.
Oltre alle ghiandole endocrine, che rilasciano i loro ormoni direttamente nel sangue, oggi anche il microbiota emerge come un potente “regista” biochimico: un vero produttore di messaggeri molecolari in grado di influenzare profondamente i principali processi fisiologici dell’organismo.
Il bilancio dei batteri intestinali non influenza solo patologie metaboliche come il diabete di tipo 2 o l’obesità, ma una flora intestinale sbilanciata può favorire anche malattie infiammatorie e autoimmuni, la formazione di tumori e costituire un fattore rilevante nelle patologie endocrine.
Estrogeni: cosa sono?
L’estrogeno svolge numerose funzioni fondamentali nell’organismo umano. Regola la distribuzione del grasso corporeo, la fertilità femminile, la salute cardiovascolare, la densità ossea e il ricambio cellulare.
Nelle donne in menopausa, un’alterazione dell’estrobiota – la parte del microbioma legata all’equilibrio degli estrogeni – è associata a un aumento del rischio di obesità, patologie cardiovascolari e osteoporosi. Infatti, in persone obese, pazienti con osteoporosi o con malattie cardiovascolari, è stata osservata più frequentemente una flora intestinale squilibrata, suggerendo un legame diretto tra queste condizioni e l’estrobioma.
Un’alimentazione non equilibrata e uno stile di vita poco sano possono compromettere l’equilibrio dell’estrobioma. Inoltre, è stato dimostrato che antibiotici e contraccettivi ormonali possono alterare sia la composizione batterica intestinale sia i livelli di estrogeni nel corpo.
Estrogeni alti, estrogeni bassi: sintomi e cause
Nuove ricerche indicano che il microbiota intestinale gioca un ruolo centrale nella regolazione dei livelli di estrogeni nell’organismo, influenzando così il rischio di sviluppare alcune patologie ormonali. Se il microbiota è sano, il corpo – soprattutto nelle ovaie – produce la quantità corretta degli enzimi beta-glucuronidasi, fondamentale per mantenere l’equilibrio degli estrogeni. Un disturbo nella composizione della flora intestinale, invece, può alterare l’attività di questo enzima, portando a una sovra- o sotto-produzione di estrogeni liberi.
Tra le malattie correlate a questo squilibrio rientrano endometriosi, tumore al seno e alla prostata, nonché la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
La PCOS è il disturbo ormonale più comune nelle donne in età fertile: in Europa ne soffre dal 4% al 12% della popolazione femminile, e in alcuni casi possono essere coinvolti anche parenti maschi. Nell’ecografia, la PCOS si manifesta con ovaie ingrossate contenenti molte piccole cisti lungo il bordo. I sintomi tipici includono cicli mestruali irregolari o assenti, difficoltà a concepire, sovrappeso e problemi estetici come caduta dei capelli, aumento della peluria corporea o imperfezioni cutanee. Spesso la PCOS è associata a resistenza all’insulina, con un aumento del rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
La causa della PCOS è un eccesso di ormoni maschili (androgeni) rispetto agli estrogeni. Tra i fattori che possono contribuire a questo squilibrio ormonale vi sono la predisposizione genetica (anche se non esiste un gene specifico per la PCOS), un livello elevato di testosterone materno durante la gravidanza e alterazioni del microbiota intestinale.
Microbiota e PCOS?
Studi scientifici di alto livello hanno dimostrato, tra le altre cose, che il microbiota intestinale può contribuire ai sintomi associati alla PCOS, influenzando il metabolismo energetico, il peso corporeo e la sensibilità all’insulina. È noto e chiaramente documentato anche che la flora intestinale sia strettamente collegata alle infiammazioni croniche e a un aumento della permeabilità intestinale.
La trasmissione ereditaria di specifici batteri potrebbe contribuire anche alla componente ereditaria della PCOS, che non è spiegabile in modo univoco tramite la genetica.
Negli ultimi anni, diverse studi pilota hanno analizzato la correlazione tra la composizione del microbiota e la PCOS, confrontando pazienti affette da PCOS con gruppi di controllo sani. Le ricerche hanno rilevato che il microbiota fecale delle pazienti con PCOS mostrava significative alterazioni, con una minore diversità batterica e una composizione dei phylum modificata rispetto ai controlli.
Inoltre, alcuni parametri suggeriscono una funzione intestinale compromessa e la presenza di endotossiemia – una sorta di “intossicazione” causata dalla rottura dei batteri, che libera endotossine nel sangue.
Un aumento della permeabilità intestinale influisce negativamente sulla sensibilità all’insulina, richiedendo quantità maggiori di insulina e aumentando così il rischio di diabete. Inoltre, si registra un aumento della quantità di androgeni bio-disponibili, che può alterare l’equilibrio ormonale. Oltre al microbiota alterato, sono stati rilevati valori elevati del parametro infiammatorio zonulina, noto non solo come marcatore della permeabilità intestinale, ma anche correlato alla ridotta diversità batterica nell’intestino delle pazienti con PCOS.
Si evidenzia quindi una affascinante e stretta interazione tra microbiota, ormoni sessuali, sistema immunitario e metabolismo energetico. Il ruolo esatto del microbiota dovrà essere chiarito con ulteriori studi, ma le prime evidenze suggeriscono che la modulazione della flora intestinale alterata nelle pazienti con PCOS potrebbe rappresentare una nuova opzione terapeutica. La somministrazione mirata di probiotici potrebbe contribuire a regolare l’equilibrio ormonale e a ridurre i sintomi delle patologie endocrine, senza gli effetti collaterali tipici dei farmaci attuali.
Progetti futuri di ricerca si concentreranno intensamente su questo tema affascinante, confermando ulteriormente l’importanza fondamentale del microbiota per la nostra salute.
Ormoni
La parola ormoni deriva dal greco antico “hormaen”, che significa “spingere” o “stimolare”. Il termine è stato coniato dal fisiologo inglese Ernest Starling, noto per aver scoperto l’ormone digestivo secretina.
Gli ormoni sono prodotti dalle cosiddette ghiandole endocrine e rilasciati direttamente nel sangue, così da poter agire anche su cellule lontane dal sito di produzione. In questo modo, fungono da importanti messaggeri chimici tra i diversi organi dell’organismo.
Panoramica degli ormoni principali
- Adrenalina
L’adrenalina aiuta l’organismo a mobilitare forze aggiuntive in situazioni di pericolo o stress, necessarie per la reazione di lotta o fuga. Questo messaggero chimico viene prodotto nella parte interna delle ghiandole surrenali e rilasciato direttamente nel sangue.
- Cortisolo
Il cortisolo viene prodotto nella corteccia surrenale ed è, come l’adrenalina, un ormone dello stress. Agisce sui vasi sanguigni e sul metabolismo, risultando particolarmente importante per il bilancio del sale nel sangue.
- Dopamina e Serotonina
Questi ormoni e neurotrasmettitori sono responsabili della trasmissione degli impulsi nervosi da una cellula all’altra. Vengono anche definiti ormoni della felicità.
- Endorfine
Le endorfine sono oppioidi naturali prodotti dall’organismo e agiscono, tra le altre funzioni, come antinfiammatori naturali. Queste sostanze permettono anche all’individuo di rimanere reattivo in situazioni di emergenza.
- Insulina
L’insulina permette all’organismo di immagazzinare energia. Dopo l’assunzione di carboidrati, in un individuo sano viene rilasciata insulina, che consente al glucosio di entrare nelle cellule per essere immagazzinato, abbassando così la glicemia.
Se questo meccanismo è compromesso – ad esempio a causa di una carenza di insulina o di una resistenza insulinica aumentata (maggiore fabbisogno di insulina) – è spesso necessario ricorrere a trattamenti farmacologici.
- Melatonina
La melatonina è un ormone che regola il ritmo sonno-veglia. Viene prodotto dalla ghiandola pineale a partire dalla serotonina. Tuttavia, la melatonina viene sintetizzata anche in altre parti dell’organismo, ad esempio nel tratto digestivo.
- Estrogeno e Testosterone
Questi ormoni sessuali sono responsabili delle caratteristiche fisiche che distinguono le donne dagli uomini. Influenzano inoltre il desiderio sessuale e la fertilità.