16. Mar 2021

Herbert Hauser

Trappola della dieta e intestino

Alcuni ingrassano nonostande non esagerino, mentre altri mangiano di più e riescono comunque a mantenere il peso ideale. Questa “ingiustizia” è piuttosto diffusa e non dipende solo dagli alimenti che si assumono. Se poi neanche l’attività fisica ci permette di ottenere i risultati sperati, allora il motivo potrebbe risiedere in uno squilibrio della flora batterica intestinale.

L’apparato digerente svolge tutti i giorni funzioni vitali, poiché fa sì che il corpo assorba i nutrimenti necessari attraverso il passaggio degli alimenti nel tratto gastrointestinale, indipendentemente da cosa mangiamo (frutta, verdura, pane o carne).Recenti scoperte hanno posto l’accento sull’importante ruolo della flora intestinale con i suoi miliardi di batteri responsabili del corretto assorbimento dei cibi.

Batteri della flora intestinale

Il nostro organismo necessita costantemente di sostanze dalle quali ricavare energia, soprattutto proteine e acqua. I nutrienti in grado di apportare calorie al nostro corpo si trovano soprattutto nei carboidrati e nei grassi, ma anche nell’alcol. L’organismo necessita grandi quantità di macronutrienti e un minor numero di micronutrienti, non per questo meno importanti. Questi ultimi sono indispensabili tra l’altro per i processi cellulari e per l’azione di enzimi e antiossidanti. In genere tendiamo a dare maggiore importanza al gusto dei cibi piuttosto che alle conseguenze derivanti da una forma di malnutrizione per eccesso (ipernutrizione) o per difetto (iponutrizione). Da un punto di vista nutrizionale, l’alimentazione serve a coprire il dispendio energetico associato al metabolismo basale e cinetico. Dalla differenza tra la quantità di alimenti assunti e consumati deriva un bilancio calorico, il quale influisce a sua volta sul peso corporeo. Un eccesso calorico determina un aumento di peso, mentre un deficit produce l’effetto contrario. Questo vale nella maggioranza dei casi, ma come dice un noto proverbio l’eccezione conferma la regola.

Magrezza e sovrappeso

In medicina si distingue tra peso ideale, normopeso e sovrappeso, il quale si trasforma in obesità nei casi più estremi. Chi accumula chili di troppo difficilmente riesce a liberarsene. “Soprattutto all’inizio di una dieta è difficile compiere il primo passo”, spiega Elke Föls, dietologa presso il centro di cura di Bad Schönau in Bassa Austria. “È importante eliminare determinate paure come quella di non poter mai più concedersi qualcosa di goloso. Nella mente dei soggetti che intendono dimagrire prendono infatti il sopravvento numerosi divieti, dimenticando che una corretta e sana alimentazione permette di mangiare di tutto e che sono le quantità a fare la differenza.” È interessante notare che i soggetti di sesso femminile tendono a preferire i  dolci, mentre gli uomini consumano più bevande alcoliche come la birra. “Molte donne attribuiscono l’aumento di peso alla menopausa“, afferma la dietologa. Questo avviene perché al cambiamento a livello ormonale dovuto all’avanzare dell’età si accompagna una riduzione del fabbisogno basale, portando quindi a un aumento della massa grassa a pari quantità di alimenti ingeriti.

Dimagrire con uno schiocco di dita?

L’obiettivo di molti consiste nel raggiungere il peso ideale nel lungo periodo e questo richiede sicuramente un’elevata disciplina, ma molti preferirebbero avere alla mano una semplice “ricetta” per smaltire i chili di troppo. Anche la dottoressa Elke Föls stronca questa speranza e afferma: “Non esiste una ricetta già pronta.” La dietologa consiglia inoltre ai suoi pazienti di stare alla larga da “tutte quelle diete che promettono l’impossibile” e di adottare piuttosto strategie valide ed efficaci nel lungo periodo: “Quelli che all’inizio possono sembrare piccoli cambiamenti possono trasformarsi velocemente in abitudini e contribuire a raggiungere il peso ideale, piuttosto che rivoluzionare totalmente la propria alimentazione.” Sicuramente, una riduzione dell’apporto calorico e una regolare attività fisica aiutano a dimagrire, ma non sono ancora stati analizzati nel dettaglio i diversi processi coinvolti nell’assorbimento dei nutrienti. Anche la familiarità è un fattore da tenere in considerazione e recenti studi hanno evidenziato l’importanza della flora batterica intestinale nell’assorbimento dei nutrienti durante il processo digestivo. L’insieme di questi microrganismi è stato studiato accuratamente grazie ai nuovi metodi di ricerca sviluppati negli ultimi dieci anni.

Alterazione della flora batterica

Sono già state condotte numerose analisi sugli effetti di batteri intestinali appositamente selezionati. Uno studio realizzato su 50.000 bambini ha dimostrato che ogni terapia antibiotica comporta la totale eliminazione del 10% delle circa 500 specie batteriche. Il microbiota intestinale delle persone di età compresa tra 70-75 anni erano presentava ormai solo 50-80 tipi di batteri, affermano gli esperti. In presenza di un’alterazione della flora batterica intestinale si interrompono le funzioni non indispensabili per l’organismo come la produzione delle cellule immunitarie. Una tale situazione di squilibrio può inoltre rappresentare un ostacolo al raggiungimento della forma fisica ideale. Recenti ricerche scientifiche hanno riscontrato un eccesso di determinati batteri nell’intestino degli individui in sovrappeso. Questo interessa in particolar modo due grandi categorie di batteri, ovvero i Bacteroidetes e i Firmicutes. Il loro rapporto di 1:1, ma gli studi hanno evidenziato una predominanza di Firmicutes nei soggetti in sovrappeso.

Attraverso l'alimentazione assumiamo fino al 12% in più di calorie per via dei batteri del tipo Firmicutes.

Esistono batteri in grado di modellare la silhoutte?

Una flora batterica alterata influisce anche sul processo di assorbimento dei nutrienti. I Firmicutes estraggono dagli alimenti ogni singola caloria e questa inconsapevole e “nascosta” assimilazione di carboidrati può determinare un aumento dell’apporto calorico giornaliero tra l’1 e il 12%. Dagli studi condotti fino a oggi è emerso che il ripristino del rapporto tra Bacteroidetes Firmicutes può comportare un cambiamento del peso. Un prodotto sviluppato con ceppi batterici specifici per ridurre il numero dei “batteri che ci fanno ingrassare” è OMNi-BiOTiC® metabolicGli esperti consigliano di assumere contemporaneamente anche OMNi-LOGiC® PECTINA DI MELA, poiché le fibre in esso contenute forniscono nutrimento ai batteri che definiscono la nostra forma. Se una combinazione a base di probiotici e prebiotici è in grado di ristabilire un equilibrio tra Firmicutes e Bacteroidetes, allora sarà più facile perdere peso. La dietologa Föls racconta la sua esperienza in relazione al prodotto OMNi-BiOTiC® metabolic“Nella clinica in cui lavoravo prima ho monitorato insieme ai pazienti in sovrappeso e affetti da obesità gli effetti di questo prodotto. Sono emersi riscontri piuttosto positivi, tant’è che la maggior parte di loro ha voluto proseguire il trattamento anche una volta dimessi. Il raggiungimento di un maggiore benessere già dopo pochi giorni denota un importante successo.”

Tipi di fabbisogno energetico

  • Il fabbisogno basale indica il dispendio energetico di un organismo vivente a riposo e comprende l’energia necessaria per il mantenimento della temperatura corporea e lo svolgimento di diverse funzioni vitali.
  • Metabolismo cinetico:associato alle attività svolte come lavori domestici, acquisti e attività lavorativa.
  • Il metabolismo totale deriva dalla somma del metabolismo basale e cinetico e si tratta di un valore giornaliero.
  • Una perdita di peso non dovrebbe mai far andare al di sotto del fabbisogno basale, poiché questo innescherebbe nell’organismo una sorta di “metabolismo della fame“, per il quale si avrebbe una diminuizione del metabolismo basale e un maggiore accumulo di grassi.

Il controllo è la chiave per evitare errori

“Quando si inizia una cura dimagrante, ciò che conta non è il peso che si legge sulla bilancia, bensì la trasformazione che avviene nel nostro corpo”, sottolinea la dietologa. Questo spiega il ricorso alla tecnica dell’analisi dell’impedenza bioelettrica (BIA) per controllare la perdita di peso dei suoi pazienti e scoprire eventuali errori.

Tale analisi fornisce importanti informazioni sulla massa muscolare e su quella grassa così come sulla quantità di liquidi. Parallelamente alla perdita di peso si dovrebbe verificare una costante riduzione della massa grassa e non di quella muscolare. “Per questo motivo, lo sport e il cambio delle abitudini alimentari vanno sempre di pari passo durante una cura dimagrante”, precisa la Dott.ssa Föls.

Le calorie in eccesso assunte tramite l'alimentazione si trasformano in grasso e vengono immagazzinate per i momenti di "magra".

Passo dopo passo verso il peso ideale

Pazienzamotivazione sono le parole chiave: senza queste due componenti non riusciremmo a superare eventuali debolezze e riuscire davvero nell’intento di dimagrire. La dottoressa Föls consiglia ai pazienti in sovrappeso di porsi fin da subito piccoli obiettivi: “Questi portano a piccoli successi, ma prevedono consigli facili da includere nella vita quotidiana e sono quelli che permettono di raggiungere i migliori risultati. Non avrebbe senso cambiare radicalmente le proprie abitudini per tre o quattro settimane e finire poi per arrendersi.” Quali obiettivi sono dunque realistici? I nutrizionisti parlano in genere di mezzo chilo o di un chilo alla settimana. La Dott.ssa Föls consiglia ai suoi pazienti di porsi l’obiettivo di perdere un chilo o due al mese, “in modo da concedersi anche qualche peccato di gola e mantenere alta la motivazione.” Con un piano di questo tipo si arrivano a perdere tra i 12 e i 24 chili in un anno, ma la dietologa svela uno dei suoi principi: “Per i pazienti in sovrappeso il segreto sta nell’elaborare un piano individuale.”


Quali batteri esistono?

Il peso corporeo è strettamente correlato ai batteri presenti nel nostro intestino, o meglio al rapporto tra Firmicutes e Bacteroidetes. I soggetti normopeso presentano un rapporto equilibrato, mentre negli individui in sovrappeso predominano nettamente i Firmicutes.

Firmicutes

Questi batteri sono in grado di scomporre in modo efficiente le fibre non digeribili in una miriade di carboidrati “a catena corta”. Nell’intestino subentrano quindi molte molecole di glucosio, le quali vengono assorbite velocemente dal nostro corpo e assimilate sotto forma di cuscinetti di grasso per i momenti “di magra“. Un eccesso di Firmucutes indica un eccesso calorico pari al 12% a ogni pasto e si tratta di batteri in grado di far entrare il nostro organismo in una modalità di risparmio energetico nei periodi in cui si mangia meno, consumando meno calorie nei giorni di digiuno. Non appena si torna a un regime alimentare normale entra in gioco il cosiddetto effetto yo-yo, per il quale il corpo assimila dai cibi ogni singola caloria.

Bacteroidetes

I cibi di oggi contengono più zuccheri di quelli che il nostro corpo realmente necessita. I batteri Bacteroidetes li etichettano come non salutari, in quanto lo zucchero si può trasformare molto velocemente in alcol e danneggiare quindi il fegato. Gli zuccheri vengono incapsulati direttamente nell’intestino in modo da eliminare questo “eccesso” tramite la defecazione e questo è stato confermato anche dalle analisi delle feci: se la flora intestinale è ricca di Bacteroidetes, le feci contengono più calorie inutilizzate.

 
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